MA DI QUALE EQUITA' VA CIANCIANDO IL "SIGNOR" BALOCCO?
All’interno
della Giunta regionale piemontese, guidata dal sedicente democratico Sergio
Kiamparino, vi è un ‘signore’ - facente parte della stessa formazione politica
dell’ex sindaco-rovina di Torino - che si chiama Francesco Balocco, è nato a
Fossano (Cn) il 12 novembre 1952, ed è titolare dell’assessorato ai Trasporti.
Con l’avvento della nuova guida, che succede a quella illegale (formata dalla destra radicale e fascista) capitanata dall’avvocato legaiolo novarese Roberto Cota, i cittadini subalpini si auguravano di poter tornare ad avere i servizi pubblici - scuola, sanità, trasporti - degni di un Paese civile.
Evidentemente però, a giudicare da questi primi mesi di governo della nuova maggioranza, le speranze sono mal riposte; tutte, ma proprio tutte, le leggi promulgate dai precedenti amministratori sono ancora vigenti: questo nonostante le dichiarazioni, fatte dai vari personaggi all’atto dell’insediamento, andassero in direzione assai diversa.
Ora il ‘signore’ che ho menzionato in apertura di questo scritto opera, con la patetica scusa della “equità tra i cittadini”, un altro indegno taglio nel settore trasporti: chiude la tratta ferroviaria Novara-Varallo Sesia - che, a detta sua, “era rimasta aperta solo per ragioni politiche” legate ai satrapi che in precedenza avevano in mano la Regione - e viene sostituita con autobus.
E’ evidente che così si danneggia il trasporto pubblico e soprattutto i fruitori dello stesso, oltre che i cittadini delle località servite da quella tratta che vedranno peggiorare sensibilmente la qualità dell’aria dei propri comuni a causa dei mezzi, sospinti da motori a gasolio e non certamente elettrici, che transiteranno nei centri abitati.
Equità e giustizia sociale avrebbero voluto che, in luogo di chiudere l’ennesima tratta ferroviaria regionale, si procedesse al contrario a rimettere in funzione quelle precedentemente soppresse.
Secondo il sito http://www.ferrovieabbandonate.it, che si occupa di censire questo particolare ambito, esse sono: Airasca-Moretta-Saluzzo, Asti-Castagnole delle Lanze, Bastia Mondovì-Mondovì-Cuneo, Biella (FEB)- Ponte Cervo-Balma, Biella (FEB)-Ponte Cervo-Castellazzo-Valle Mosso, Bivio Orba-Cantalupo-Felizzano, Bolzano Novarese-Gozzano (vecchia)-Borgomanero, Bra-Bastia Mondovì-Ceva, Bricherasio-Barge, Busca-Dronero, Cantalupo-Nizza Monferrato-Castagnole delle Lanze-Alba, Castellazzo-Masserano, Cavallermaggiore-Moretta, Ceva-Ormea, Chivasso-Asti, Cuneo Gesso-Borgo San Dalmazzo, Frugarolo (FVO)-Basaluzzo, Galliate-Novara Nord (vecchia), Gozzano-Alzo, Grignasco-Coggiola Portula, Mortara-Casale Monferrato-Asti, Pinerolo-Bricherasio-Torre Pellice, Rivarolo Canavese-Castellamonte, Santhià-Rovasenda Alta-Romagnano Sesia-Borgomanero-Arona, Stresa Ferrovia-Mottarone, Susa-Bar Cenisio-San Michel de Maurienne (Francia), Verbania Intra-Premeno.
E’ molto probabile che il Balocco, qualora si degnasse di rispondere, mi direbbe che molte di queste tratte sono ormai disarmate - cioé senza binari e linee aeree - o chiuse da decenni.
Ovviamente quelle che appartengono alla prima categoria, che sono comunque una minoranza, non potranno più essere riattivate: ma le altre, per lo stesso motivo per il quale si invoca equità di trattamento, devono essere immediatamente rimesse in funzione; se si opera al contrario, non si vede quale differenza sostanziale vi sia tra questi governanti e quelli della passata legislatura.
Bosio (Al), 23 agosto 2014
Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandri/Genova
http://pennatagliente.wordpress.com